Guidoncino lions club firenze

 

STORIA DEL LIONS CLUB FIRENZE

1953 – 2019

L’11 aprile 1953 nasceva il Lions Club Firenze. A proporlo e a volerlo, era stato l’avvocato Pier Giovanni Canepele, personaggio ben noto nel mondo dello sport, e del tennis in particolare, negli anni in cui le racchette italiane erano fra le più quotate al mondo. Si dice che fosse venuto a conoscenza della Associazione a Napoli, durante un Torneo, sicuro è il legame con Arnoldo Funaro e Oskar Hausman, fondatori del Lions Club di Milano. In particolare Hausman fu il vero promotore del Lionismo in Italia, Funaro, negli anni successivi fu Socio del Club di Firenze. Forte delle sue conoscenze, dei suoi rapporti internazionali, l’avvocato Canepele raccolse un gruppo di amici e proposte loro la creazione del Lions Club Firenze, il quarto in Italia.
Alla prima riunione erano in diciotto, tutti professionisti ed imprenditori, uomini ben noti in città per il ruolo che avevano svolto, e svolgeranno ancora, per la ripresa dopo la catastrofe della guerra.

 

FOTO DI GRUPPO SCATTATA ALLA FONDAZIONE

 

Foto di Gruppo dei Fondatori

 

  • Carlo Barbaia, Direttore del Banco di Roma.
  • Domenico Benini, Agente di viaggio “Globus”. 
  • Corrado Biancalani, Commercialista.
  • Giuseppe Bonetti, Albergatore “Hotel Astoria”. 
  • Pier Giovanni Canepele, Avvocato.
  • Pindaro Carapelli, Industriale delle sementi.
  • Ivan Esente, Oftalmologo.
  • Carlo Francesco Fedeli, Avvocato.
  • Ugolino Golini, Notaio.
  • Giuseppe Gristina, Direttore della Selt Valdarno.
  • John Hawley, Vice console USA.
  • Emilio Kraft jr. Albergatore “Hotel Excelsior”.
  • Gerardo Kraft jr., Albergatore“Grand Hotel”.
  • Rupert Maino, Buyer export-import.
  • Antonio Marzotto, Industriale tessile.
  • Francesco Padoin, Magistrato.
  • Guido Postiglione, Direttore Associazione industriali.
  • Ildebrando Weber, Industriale della paglia.

 

In pratica, una visione della vita e della società secondo la più limpida etica liberale. Dove i migliori devono continuare ad esserlo perché il mondo ha bisogno di loro. Ma nello stesso tempo devono impegnarsi ad aiutare gli altri, a fare in modo che crescano fino a raggiungere traguardi più ambiziosi, e in ogni caso devono farsi carico di chi non ha la forza, o la fortuna, di incamminarsi da solo nei quotidiani confronti della vita.
Il loro compito, l’obiettivo che si erano dato secondo il codice d’onore importato dagli Stati Uniti, era quello di “servire” gli altri. “Essere solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti”. Ma tutto questo, dimostrando “ con l’eccellenza delle opere e la solerzia nel lavoro, la serietà nella vocazione professionale”.
Il Lionismo, nato in America nel 1917, era giunto in Europa nel 1948, al seguito del ritorno della democrazia, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il primo Club italiano nasce a Milano, ai tavoli del famoso Ristorante Savini, nel 1951 su iniziativa del Lions Club Lugano. Tra i suoi fondatori troviamo anche un industriale molto legato a Firenze: Arnaldo Funaro, proprietario della SIDOL. Quando l’anno successivo ci si pose il problema di estendere il Lionismo in Italia, è proprio Arnaldo Funaro che individua in Giovanni Canepele, avvocato fiorentino, sportivo di fama internazionale, giocatore di Coppa Davis, la persona in grado di diffondere il Lionismo a Firenze e successivamente in Toscana. La nascita, sponsorizzata dal Lions Club Napoli, avvenne nel Salone degli specchi del Grand Hotel in una cornice mondana, ma sobria.
Scrive Maurizio Naldini nel suo libro sul 50° del Club: “ ……la Firenze del 1953, conobbe il risveglio dopo la tragedia della guerra.  Fu quello l’anno della ripresa. Se, infatti, fino a quella data ancora dovevamo lottare per garantirci il cibo, con quell’anno il prodotto interno lordo comincia a volare al ritmo di 8 punti l’anno. L’industria decolla e lascia indietro l’agricoltura anche per numero di addetti. Si profilano nel 1953 le nuove alleanze politiche, i progetti strutturali che ci avrebbero portato al boom degli anni Sessanta. L’Italia si risveglia, si scrolla dalle spalle il passato recente, supera definitivamente le divisioni, e si mette in marcia per diventare un Paese occidentale e moderno.Tutto questo fu ben percepito dai fondatori del Lions Firenze. Che seppero scegliere il luogo e il tempo giusto per fare la loro proposta di vita, che fu anche una proposta di società.”

 

Immagine 4 della fondazione

 

Il Vice Console USA John Hawley osserva la Charter appena firmata

 

In questo scenario il Club muove i primi passi e in pochi anni aumenta il numero e l’autorevolezza dei Soci. L’obiettivo è quello di rilanciare il ruolo di Firenze nello scenario internazionale e nella nuova Europa che sta nascendo. Le “Giornate fiorentine”, che vedono la presenza, in concomitanza con le manifestazioni del “Maggio musicale”, di tanti ospiti Lions europei e le “Serate di Gala” dedicate al tema della Moda, sono le prime iniziative. Questo attivismo si esprime anche sul fronte dell’Associazione, con la sponsorizzazione di numerosi Lions Club in Italia: Bologna, Prato, Perugia, Arezzo, Siena e all’estero: Francoforte sul Meno e Avignone.
Il Ruolo del Lions Club Firenze è subito di rilievo nello scenario nazionale. Si svolge a Firenze il primo Congresso Nazionale nel 1953 e si gettano le basi per la costituzione del Multidistretto ITALY. Nel 1959, Pier Giovanni Canepele sarà nominato primo Governatore del Distretto L, comprendente: Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna. Questa prima fase di attività raggiunge il suo apice nella organizzazione del X Forum Europeo del 1964, nella splendida cornice di Palazzo Strozzi.

 

Immagine 5 della fondazione

Il Sindaco La Pira inaugura l’Europa Forum del 1964

 

L’alluvione del 1966, e le distruzioni subite dal tessuto economico ed artistico, spingono il Lions Club Firenze ad operare con maggiore convinzione sul versante della solidarietà e del coinvolgimento nelle scelte strategiche sul futuro della Città.

 

 

Tra il 1966 ed il 1980 I Soci: Piero Bargellini, Franco Tancredi, Giancarlo Cassi, Mario Leone, Sergio Giachetti, Luciano Bausi, Artemio Franchi, Valentino Giannotti, Mario Bellini, Camillo Borgna, Varo Girardi, Attilio Vallecchi, Franco Torrini, Umberto Benedetto, tutti impegnati personalmente sul fronte politico e imprenditoriale, contribuiscono a porre il Lions Club Firenze al centro delle strategie sulle vita cittadina. Non c’è tema sul quale il Club non prenda posizione, o non contribuisca a trovare soluzioni. Sono gli anni in cui si impostano le scelte sul ruolo di Firenze nel campo Congressuale con la creazione del Palazzo dei Congressi prima e degli Affari poi; sono gli anni delle prime Mostre mercantili specializzate che proprio a Firenze prendono le prime mosse, sfruttando la ricchezza del patrimonio di imprese specializzate nel settore della Moda, della Gioielleria e della Pelletteria.

 

Immagine 6 della fondazione

 

I Soci Mario e Beppe Bellini,  con Raffaello Torricelli, inaugurano, alla presenza del Senatore Giulio Andreotti, la V edizione della Mostra dell’Antiquariato

 

 

Nel 1971 Il Club organizza il XIX Congresso Nazionale Lions, presentando al pubblico nazionale gli splendidi locali del Palazzo dei Congressi appena inaugurato. L’inaugurazione si svolse nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio

 

Immagine 7 della fondazione

 

Nel 1972 si impegna nel programma LEO e sotto la guida di Valentino Giannotti e di Camillo Borgna dà vita al Leo Club Firenze, che svolge la sua attività ininterrottamente  da 47 anni. Nel 1974 Il Socio Mario Giovannini viene nominato Governatore del Distretto 108L.

 

Immagine 8 della fondazione

 

Il Sindaco di Firenze Lando Conti, negli anni successivi ucciso dalle BR, parla ad un meeting.
 
Dal 1980 ai giorni nostri vedono il Lions Club Firenze sempre più impegnato sia nel campo della solidarietà che in quello della diffusione del Lionismo in Toscana.
Numerosi sono i Club che vengono sponsorizzati: Firenze Pitti, Firenze Scandicci, Sesto Fiorentino, Mugello, Fiesole.
Importante è anche il ruolo dei Soci del Club nella nascita del Distretto Toscano 108 L/a. Paolo Fanfani, Massimo Fabio, Sergio Pezzati, Mario Giovannini, Paolo Nasti, Roberto Lallo, hanno rappresentato con merito il Club negli Organismi Distrettuali.
In particolare Massimo Fabio che ha ricoperto la carica di Governatore Distrettuale nell’anno 1993/94, Presidente del Consiglio dei Governatori nell’anno 1994/95 e Direttore Internazionale nel 1999/2001. e Paolo Fanfani nominato Governatore Distrettuale nell’anno 2000/2001.
I Service scelti dal Club nella sua storia settantennale si sono concretizzati in interventi in campo Sanitario, Sociale e nel recupero dei Beni artistici e storici. Dalla posa di una Fontana con la riproduzione del Nano Morgante del Giambologna agli Uffizi, alla facciata di S.Salvatore al Vescovo, dall’informatizzazione dell’Archivio della Basilica di S. Croce, all’aiuto alle tante comunità di disabili. Dal corso di alfabetizzazione della Comunità  Cinese, al sostegno alla Opera Madonnina del Grappa.

 

 

In occasione del 50°della Charter Night, nel 2003, il Club ha donato all’Aeroporto di Firenze il monumento in onore di Amerigo Vespucci, opera dello scultore Romano Lucacchini.

 

Per celebrare il 60°, nel 2013, il Club ha illuminato la Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria e restaurato la Fontana del Giambologna sulla Terrazza degli Uffizi

 

 

 

Nel 2019 in occasione del 60° del Gemellaggio con il Lions Club Kyoto Shimei i due Club hanno donato a Firenze una Statua di Pinocchio collocata nello storico  Giardino dell’ Orticoltura. La Statua è originale uguale a quella donata dal Lions Club Firenze alla città di Kyoto nel 2015, affidando al personaggio di Collodi un ruolo di ponte ideale tra le due città.
Da quel piccolo nucleo di 18 Soci, che si ritrovarono nel 1953, il Lions Club Firenze ha saputo rinnovarsi e crescere. Con il passare delle generazioni, ha sempre mantenuto vivo ed alto il senso di appartenenza al Lionismo internazionale, dando il proprio contributo di idee, di uomini e di donne per lo sviluppo e l’affermazione dei principii del Lionismo: Operare per il bene della Comunità.