20 Aprile 2020

 

“La Lingua Italiana: la sua storia e il suo futuro”

 

 

Conversazione  del Prof. Marco Biffi

 


 

Il successo della serata del 6 aprile con il “Brindisi virtuale”, ha portato il Presidente, visto anche il prolungarsi dell’isolamento e l’impossibilità di incontrarci di persona, a decidere di varare un programma di incontri attraverso la piattaforma Zoom.

 

 

Ospite della serata il Prof. Marco Biffi, Professore associato presso il  Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze e che, tra i tanti incarichi, dal 1996, collabora con l’Accademia della Crusca in attività linguistiche e informatico linguistiche.

 

 

 

 

Il Prof. Biffi ha ripercorso la storia della Lingua Italiana, dal trasformarsi del Latino nei primi secoli di dissoluzione dell’Impero Romano in una serie di Volgari fino al primo termine conosciuto nella nuova lingua in formazione: la famosa dichiarazione di un testimone:  “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti“, estratto di un contenzioso  su dei terreni, datato Capua 960 d.c. ( Placiti cassinesi ). Un primo utilizzo del volgare nella letterattura attraverso i poeti Sicilani e l’affermarsi del Fiorentino e del  Toscano attraverso la codificazione della nuova lingua fatta da Dante nella Divina Commedia.
Nei Secoli successivi, esigenze politiche e commerciali resero necessaria la formazione di una nuova lingua, valida in tutta Italia. Fu un percorso lunghissimo al termine del quale fu scelto il Toscano di Dante, Petrarca e Boccaccio. Curiosità è che ha più difficolta oggi un inglese a leggere gli originali di Shakespire che un Italiano a leggere Dante. 
Questo perchè l’Italiano è stata una lingua costruita a tavolino rifacendosi a modelli trecenteschi. Durante il Risorgimento, anche se le corti d’europa parlavano Francese ( compreso il Regno dei Savoia ), L’esigenza di una lingua nazionale si impose e in quest’ottica va visto il grande lavoro del Manzoni che attraverso le varie stesure dei Promessi sposi, arrivò a gettare le basi dell’Italiano. Ma ancora c’era molto cammino da fare. La predominanza dei dialetti nelle varie Regioni unificate e il massiccio anafalbetismo richiese altri anni di impegno per diffondere l’Italiano. Ancora negli anni 50 e 60 dello scorso secolo, il diffondersi della Radio e della Televisione imposero la necessità di creare e ulteriori codici espressivi e addirittura affinare l’uso degli accenti.
Serata interessantissima che ha affascinato gli oltre 50 intervenuti On Line, che al termine della esposizione hanno posto una gran serie di domande e curiosità anche sui tanti dubbi grammaticali che ognuno di noi ha.
Al termine il Presidente ha svolto la Lotteria per raccolta fondi, effettuando l’estrazione con l’utilizzo di un algoritmo particolare Sono stati assegnati i premi consistenti in una borsa della ditta Gino Ferruzzi e 12 bottiglie di vino Chianti Le Regge, della nostra Socia Barbara Ferruzzi.
Nel 2010 il Presidente Gilberto Giusti, organizzò una splendida mostra alla Biblioteca Marucelliana di Firenze, dedicata proprio allo studio dell’Italiano nel secondo dopoguerra.

 

 

Nel 2005 il Socio Arch. Roberto Lallo ha curato una mostra sulla Lingua Italiana  al Museo Nazionale di Zurigo, per conto della Società Dante Alighieri, dal titolo: “La Dolce Lingua”. Nella foto la zezione dedicata a Pietro Bembo.