5 Maggio 2018

Gita a Bassano del Grappa

 

In occasione del Centesimo anniversario della I Guerra Mondiale

 

 

I Soci in occasione della Gita in Veneto, hanno visitato Bassano del Grappa e i luoghi di Cima Grappa che furono il baluardo estremo della resistenza Italiana all’avanzata Austriaca, dopo la rotta di Caporetto. Guidati dal Socio Massimo Ippolito è stato possibile visitare sia la cittadina che i dintorni carichi di Storia.

 

 

Il famoso ponte degli alpini attualmente in fase di restauro

 

Dopo il pranzo in una Malga di montagna, i Soci hanno fatto visita al Sacrario di Cima Grappa ove sono sepolti oltre 25.000 caduti Italiani e Austriaci.

 

 

 

 

Questi luoghi sono molto legati ad un personaggio tanto caro a Firenze: Don Giulio Facibeni.
Allo scoppio della prima Guerra Mondiale, don Facibeni organizza in parrocchia un asilo gratuito per i figli dei richiamati. Inviato egli stesso al fronte nel 1916, presta servizio prima sul fronte dell’Isonzo e poi sul Monte Grappa come cappellano militare nella IV Armata. In questo ruolo si prodiga per sostenere moralmente i soldati, soprattutto i feriti e i moribondi, sia italiani che austriaci, senza badare ai rischi corsi, volendo dimostrare che se il sacerdote predica il sacrificio deve anche compierlo. Il senso della sua azione è bene espresso nelle motivazioni con le quali gli è conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare:
« Con profondo sentimento di pietà e alto concetto della propria missione, durante intere giornate di sanguinosi combattimenti rimaneva costantemente sulla linea di fuoco a prestare con attività indefessa la sua opera pietosa e, dando mirabile esempio delle più nobili virtù, usciva, anche da solo, dalla nostra trincea spingendosi in terreno scoperto e battuto dal fuoco nemico per raccogliere feriti e ricuperare salme di Caduti. »
Molti soldati, morenti, gli raccomandano i loro figli. Nasce così in Don Facibeni l’idea di un’Opera di assistenza per gli orfani di guerra, ispirata alla sacra immagine della Madonnina del Grappa.
Tornato nel 1919 alla Pieve di Rifredi a Firenze, Don Facibeni comincia a entrare in contatto con i molti orfani di guerra ed a promuovere iniziative in loro favore. Di fronte alle difficoltà incontrate nel trovare loro degna sistemazione, nel 1923 Don Facibeni matura la sua vocazione e pone la prima pietra dell’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, inaugurata ufficialmente il 4 novembre 1924 e alla quale avrebbe dedicato il resto della sua vita.